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3 cose da sapere sull’assegnazione della casa coniugale

Assegnazione della casa coniugale: cosa comporta, quando è possibile e quando è revocata, tre indicazioni utili da sapere.

Presa coscienza che il matrimonio è finito, stai cominciando a dividere tutto, a preparare gli scatoloni e raccogliere le tue cose. Ma chi deve andare via di casa? A chi spetta l’assegnazione della casa coniugale? Ecco quello che ti serve sapere.

 

A chi è assegnata la casa coniugale

Per casa coniugale si intende la casa in cui la famiglia è nata e ha vissuto fino al momento della separazione. L’assegnazione della casa coniugale avviene proprio dopo una separazione o un divorzio sulla base di un unico principio: tutelare l’interesse dei minori quando sono presenti. In questo modo si cerca di rendere meno traumatica la crisi familiare e di permettere ai piccoli di conservare tutte le proprie abitudini senza destabilizzarli troppo anche nella quotidianità, oltre che nell’affettività. Quando non ci sono figli, invece, la casa può essere assegnata a uno dei coniugi se ad esempio il coniuge ha particolari patologie o è considerato economicamente debole.  

 

Se un coniuge è proprietario o lo sono entrambi

Se il proprietario è solo uno dei due coniugi e ci sono figli, la casa è assegnata al partner a cui sono affidati o presso cui sono collocati. In assenza di figli, la soluzione migliore è quella di tener conto dell’accordo tra coniugi, se si tratta di una separazione consensuale; nel caso in cui questo non sia possibile, il giudice stabilisce a chi assegnarla. Se i coniugi sono entrambi proprietari, generalmente, si procede con la divisione dell’immobile: la casa è  venduta e il ricavato si divide tra la coppia o uno dei due acquista anche l’altra parte.

 

La revoca dell’assegnazione

L’assegnazione della casa non è definitiva, può essere revocata nei casi seguenti:

  • quando il coniuge assegnatario non vive più abitualmente in quella casa
  • quando contrae nuove nozze o convive con un nuovo partner
  • quando i figli acquisiscono una propria autonomia economica e quindi la casa cessa di essere “di famiglia”
  • per morte del coniuge a cui è attribuita.

I giudici valutano volta per volta i casi, la revoca non è automatica.

 

Spesso la perdita della casa coniugale è una delle preoccupazioni più grandi, dopo la separazione, per il dispiacere di abbandonare i ricordi e le abitudini. Non è mai facile, vero, ma si possono conservare integri i ricordi dei vostri bimbi. La loro serenità vale più di ogni altra cosa.