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Affidamento esclusivo a un genitore: cosa significa?

La separazione non è solo una questione privata tra coniugi, coinvolge tutta la famiglia e in particolar modo i figli. Un coniuge può decidere di porre fine ad un matrimonio, ma non può scegliere di sospendere il suo essere genitore. La legge, infatti, tutela sempre gli interessi preminenti dei minori coinvolti, anche e soprattutto in […]

La separazione non è solo una questione privata tra coniugi, coinvolge tutta la famiglia e in particolar modo i figli. Un coniuge può decidere di porre fine ad un matrimonio, ma non può scegliere di sospendere il suo essere genitore. La legge, infatti, tutela sempre gli interessi preminenti dei minori coinvolti, anche e soprattutto in una fase di disgregazione familiare. Tra i provvedimenti urgenti che un giudice definisce già nella prima udienza ci sono quelli che riguardano i figli: il tipo di affidamento da adottare, l’assegno di mantenimento da versare, a chi affidare la casa coniugale. Cosa succede con l’affidamento esclusivo e quando è possibile?

L’affidamento esclusivo

Dopo una separazione, secondo la regola generale, i figli sono affidati in modo “condiviso” a entrambi i genitori, nel rispetto del “principio della bigenitorialità”. In modo tale da consentire al minore di trascorrere un tempo adeguato alle proprie esigenze con ciascun genitore e da preservare la relazione con entrambi e con le rispettive famiglie. Al tempo stesso, con l’affido condiviso i genitori possono garantire la loro presenza costante nella vita dei figli, assistendoli nella crescita, nell’educazione e nella formazione. 

Quando è possibile, allora, l’affidamento esclusivo? Il giudice stabilisce l’affidamento esclusivo quando oggettivamente il minore non può essere affidato ad entrambi i genitori in maniera condivisa, cioè quando l’affido condiviso arreca un grave danno ai figli, quando un genitore è “incapace o non idoneo” a prendersi cura dei figli (non mantiene economicamente i figli, non li assiste affettivamente, non esercita il proprio diritto di visita e non partecipa alla loro vita, si disinteressa del loro benessere, educazione e formazione). L’affidamento esclusivo può essere disposto anche nei casi di violenza o quando è il figlio a scegliere di rimanere con un solo genitore, motivando le ragioni della sua libera scelta. I minori, infatti, hanno il diritto di essere ascoltati ed esprimere la propria opinione su una questione che li coinvolge e in tutti quei procedimenti che li riguardano. L’ascolto può avvenire se il minore ha dodici o più anni, ma anche se è più piccolo in base alla propria capacità di discernimento.

Il giudice che stabilisce l’affido esclusivo deve valutare la situazione nel suo complesso, tutelare i diritti e le esigenze dei minori, analizzare l’idoneità del genitore affidatario sia l’inidoneità educativa dell’altro genitore, pertanto, un rapporto conflittuale o l’incompatibilità caratteriale tra i coniugi non può essere il solo motivo per scegliere l’affido esclusivo dei figli, se non quando il contrasto rende la vita familiare impossibile e danneggia la crescita psicofisica dei bambini.

Tutelare gli interessi dei minori

Il genitore a cui i figli sono affidati ha “l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale” e può prendere qualunque decisione sulle questioni quotidiane dei figli e nel rispetto delle condizioni indicate dal giudice nella sentenza. Al contrario, le decisioni sulla salute, l’educazione, la formazione e ogni altro aspetto importante per la crescita dei figli devono essere prese da entrambi i genitori, a meno che il giudice non decida in maniera differente. Il genitore non affidatario, infatti, ha “il diritto e il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione”; inoltre, può continuare a frequentare i figli secondo i tempi e le modalità stabilite dal giudice. In ogni caso, il giudice può anche limitare le visite e i contatti tra genitore e figli o sospenderle del tutto se le ritiene un grave pericolo per i minori, sempre con lo scopo di salvaguardare i loro interessi e le loro esigenze.

In alcune situazioni, il giudice può anche stabilire che il genitore affidatario si occupi di tutte le decisioni che riguardano la vita dei figli, da quelle ordinarie a quelle più rilevanti, come salute ed educazione, senza la necessità di condividerle con l’altro genitore, in questo caso si parla di un affidamento superesclusivo del minore.

La separazione dei coniugi può essere un evento drammatico nella vita dei bambini, per quanto i due genitori riescano a coinvolgere il meno possibile i figli nei conflitti o ad affrontare con rispetto ed equilibrio la rottura del matrimonio. Ogni decisione che riguarda la famiglia dovrebbe essere presa tenendo conto delle esigenze anche dei più piccoli. Ogni figlio ha diritto ad una famiglia, qualunque essa sia, anche con genitori separati.