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Alimenti alla moglie separata: cosa c’è da sapere

Tre parole “alimenti moglie separata” non ti lasciano dormire? In questo articolo spiegate alcune cose fondamentali sull’assegno al coniuge: chi ne ha diritto.

La separazione anche quando è il risultato di una scelta presa con consapevolezza porta un pò di scompiglio nella vita di una famiglia e di tutti i suoi componenti. Ci si sente persi e ci si preoccupa di rompere quella organizzazione che ha regnato nella giornate fino a quel momento. All’inizio a chiunque farebbe paura cambiare la propria quotidianità, ma non è detto che dopo non possa sentirti meglio. Ti vengono in mente solo tre parole: alimenti moglie separata? Ecco alcune cose che allora devi sapere. 

Cosa prevede la legge 

L’assegno al coniuge consiste in una somma stabilita dal giudice a chi “non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive”, versata in un’unica volta o periodicamente. Si tratta, pertanto, di un supporto economico che viene concesso al coniuge economicamente più debole e sulla cui determinazione più volte la Corte di Cassazione è intervenuta, con diverse sentenze. I giudici per stabilire l’ammontare dell’assegno tengono conto della durata del matrimonio, delle condizioni economiche della coppia, del contributo che entrambi hanno dato alla crescita della famiglia e del loro patrimonio, della capacità lavorativa di entrambi e dei motivi che hanno portato al divorzio.

Quando una moglie ha diritto all’assegno

I giudici non tengono più conto del “tenore di vita” matrimoniale e l’assegno non ha lo scopo di garantirlo dopo il divorzio, ma valutano se il coniuge è in grado di sostenersi da solo con propri redditi o con un proprio lavoro. Considerano, inoltre, l’età, le condizioni di salute, se è capace ancora fisicamente di lavorare, che tipo di istruzione possiede e se non ha alcun tipo di impedimento oggettivo a lavorare. Per mero esempio, se una donna è disoccupata o inoccupata, per decisione personale o perché non si è impegnata abbastanza a cercare un lavoro, è probabile che non ottenga l’assegno dal marito. Se la moglie pur essendo disoccupata è ancora in grado di lavorare, difficilmente avrà diritto ad essere “mantenuta”.

Diverso è il caso in cui la moglie ha passato tutta la vita matrimoniale ad occuparsi della famiglia, consentendo così al coniuge di accrescere la propria professionalità e contribuendo in questo modo al benessere della famiglia o ha smesso di lavorare e studiare di comune accordo col suo consorte, poiché il giudice ne tiene conto nell’assegnazione degli alimenti.

Un marito, forse, ha più possibilità di non dover pagare l’assegno se la moglie è giovane ed è ancora in grado di cercarsi un’occupazione.

Non è facile doversi rifare una vita dopo aver dedicato tanto tempo al marito, ai figli, alla famiglia, alla casa e nessuno vi dirà mai che lo è. Allo stesso tempo non è semplice per un giudice dover prendere decisioni che tengono conto di scelte personalissime e di una vita intera. Per questo, i Tribunali valutano nel complesso tutto il trascorso matrimoniale e le scelte di coppia per poter riportarvi equilibrio e non penalizzare nessuno dei due.