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Ascoltare i bambini e guardare il mondo con i loro occhi

Avete mai provato a guardare una situazione, un paesaggio da un’altra prospettiva? E non intendo solo analizzarla partendo da un altro elemento, ma cambiando fisicamente la posizione e il modo in cui la osservate. Se non vi è mai capitato, provate a fare questo piccolo esperimento, scegliete un luogo, anche uno che siete abituati a […]

Avete mai provato a guardare una situazione, un paesaggio da un’altra prospettiva? E non intendo solo analizzarla partendo da un altro elemento, ma cambiando fisicamente la posizione e il modo in cui la osservate. Se non vi è mai capitato, provate a fare questo piccolo esperimento, scegliete un luogo, anche uno che siete abituati a vedere sempre, stendetevi a terra, chiudete gli occhi e poi riapriteli e cominciate a scrutare ciò che vi circonda. Forse vi accorgerete di cose che non avete mai notato o di dettagli nuovi. Questo è lo spirito con cui dovete porvi se volete ascoltare i bambini. Se volete comunicare con i vostri figli dovete tenere bene in mente questo esercizio, porvi dalla loro prospettiva, guardare la situazione con i loro occhi o almeno provarci.

Come ascoltare i bambini 

Quando trascorrete del tempo con qualcuno, di solito, preferite chi vi fa stare bene, le persone che sono capaci di ascoltarvi e con cui potete affrontare qualunque tipo di argomento. Perché per un bambino dovrebbe essere differente?

Ogni bambino ha la propria sensibilità e il proprio carattere, ma essere ascoltato è tra le dimostrazioni d’amore più importanti che possa ricevere. Ascoltare i bambini è un momento di profonda crescita personale per i bimbi, ma anche di crescita del rapporto tra figli e genitori. Prestate attenzione quando accade e dedicate tutto il tempo necessario a quello che i bambini hanno da raccontare. Se andate di fretta rimandate il momento, ma non fate semplicemente finta di ascoltare; predisponetevi per un “ascolto attivo”, prima di tutto, ponetevi fisicamente alla stessa altezza del bambino in modo che possiate guardarvi negli occhi quando vi parlate. Non anticipate e non interrompete le frasi, lasciate i vostri figli liberi di elaborare il pensiero e scegliere le parole che ritengono più opportune per esprimere il concetto. Non costringeteli ogni giorno a raccontarvi qualcosa, ma create opportuni momenti, in modo tale che raccontarsi diventi naturale e un’esigenza da condividere, e non un obbligo; evitate perciò domande a raffica, soprattutto, se il bambino mostra reticenza, finirete solo per alzare un muro tra voi e lui. Non dimenticate che i vostri figli vi osservano molto, pertanto, fate attenzione anche a come vi comportate, quando conversate con altri componenti della famiglia.

Il diritto di essere ascoltato 

I bambini hanno diritto ad essere ascoltati soprattutto nei procedimenti che li riguardano, diritto garantito da norme internazionali, la Convenzione di New York e la Convenzione di Strasburgo, e dalla legge italiana. Il minore di età è ascoltato dai 12 anni in poi, anche più piccolo in alcuni casi, in base alla propria capacità di discernimento e quindi alla capacità di comprendere, di elaborare concetti e opinioni, secondo la propria età e la propria maturità. Il giudice non ascolta il bambino se l’audizione è contraria all’interesse del minore stesso, cioè se il bambino si rifiuta o assume comportamenti che mostrano il suo stato emotivo turbato, fragile, sconvolto o se l’ascolto è del tutto superfluo, ossia il minore ha già espresso la sua opinione in modo chiaro ed inequivocabile, la questione su cui deve essere ascoltato non lo “coinvolge direttamente” oppure i genitori sono d’accordo. Ogni volta che un giudice decide di non ascoltare il minore deve indicare le motivazioni che lo hanno portato a compiere questa scelta.

L’ascolto del minore deve essere eseguito a dimensione di bambino: il linguaggio utilizzato deve essere semplice e comprensibile per la sua età e le sue capacità (nessun termine tecnico o giuridico), l’ambiente in cui il minore viene ascoltato deve essere accogliente e capace di mettere a proprio agio il fanciullo, il giudice si occuperà di spiegare al minore come si svolge l’incontro e quello che accade. 

L’ascolto è il fondamento di ogni tipo di relazione. Ascoltare permette già di entrare in sintonia con una persona, di porsi sullo stesso piano senza giudicare, di attribuire all’altro tutta l’importanza che merita riconoscendone la sua personalità, le sue sensazioni, i suoi racconti. Fate in modo che i vostri figli non smettano mai di raccontare e raccontarsi, soprattutto nelle fasi più difficili delle vostre vite. E se vi risulta difficile, provate sempre a guardarvi dalla loro prospettiva!