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Diritto di visita del padre: quando le figlie dicono no!

La separazione incide sull’essere un coniuge, ma non sull’essere un genitore. Qualunque siano gli eventi che colpiscono una famiglia, una mamma e un papà conservano sempre gli stessi doveri e gli stessi diritti nei confronti dei figli. I figli hanno diritto a trascorrere un tempo congruo con i genitori e a preservare la relazione con […]

La separazione incide sull’essere un coniuge, ma non sull’essere un genitore. Qualunque siano gli eventi che colpiscono una famiglia, una mamma e un papà conservano sempre gli stessi doveri e gli stessi diritti nei confronti dei figli. I figli hanno diritto a trascorrere un tempo congruo con i genitori e a preservare la relazione con entrambi e con i relativi parenti, pertanto, ogni volta che è possibile, i giudici dispongono l’affido condiviso. I giudici stabiliscono un genitore “collocatario”, quello con cui i bimbi vivono e trascorrono gran parte del tempo, generalmente la mamma se i figli sono molto piccoli. Nello stesso provvedimento definiscono anche i tempi e le modalità di esercizio del diritto di visita del padre. 

Cos’è il diritto di visita del padre

Per diritto di visita del padre si intende il diritto del genitore non “collocatario” di trascorrere del tempo con i figli senza la presenza dell’altro. Continuare ad incontrare i figli è uno dei diritti del padre, che in questo modo può conservare una relazione stabile ed equilibrata con i bimbi e può continuare a partecipare in maniera attiva e consapevole alla loro educazione, alla loro crescita e alla loro vita. Al tempo stesso, ogni figlio ha diritto e necessità di crescere sereno, di avere entrambe le figure genitoriali di riferimento, ogni volta che è possibile, per il proprio sviluppo psicofisico. L’assenza di un genitore, infatti, nella vita di un minorenne o il rifiuto a trascorrere del tempo insieme, potrebbe causare disagi permanenti ed irreparabili alla loro crescita e alla loro serenità emotiva.

Ultime dalla Corte d’Appello di Lecce

I giudici della Corte d’Appello di Lecce in una recentissima sentenza hanno stabilito che un padre non potrà più vedere le proprie figlie. Il padre aveva lasciato la moglie e la famiglia per un’altra donna e le bambine, che al momento della separazione erano molto piccole col tempo hanno smesso di voler vedere il papà. I giudici hanno esaminato la situazione familiare nel complesso e tutte le dinamiche relazionali e hanno constatato che il rifiuto delle bimbe non dipendeva da alcun tipo di condizionamento della mamma. Al contrario, la madre si era mostrata più volte disponibile ad agevolare l’incontro tra l’ex e le figlie, mettendo a disposizione anche la propria casa.

Le bimbe hanno manifestato con fermezza il desiderio di non voler trascorrere del tempo con il padre, anche quando sono state ascoltate dal giudice. Il Tribunale, infatti, non ha potuto non tener conto della loro decisione, in quanto spesso, al principio della separazione, il padre non rispettava i turni di visita, anche nei weekend, non le riportava a casa dalla mamma quando lo chiedevano e le lasciava con i nonni allontanandosi anche per diverse ore. 

La separazione travolge tutti i rapporti della famiglia. Preservare la relazione con un genitore, sebbene sia fondamentale per un minore, non può essere imposto neanche da una legge o da un giudice. I rapporti vanno coltivati con pazienza e perseveranza, soprattutto in momenti delicati. Un giudice, infatti, sceglierà sempre nell’interesse dei minori, penalizzando il diritto di visita del padre, se è necessario a far crescere senza traumi e disagi i figli. Nessun affetto può essere imposto e non dimenticate che gli adulti in questo caso siete voi.