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Genitori separati chi paga le tasse universitarie?

Un genitore ha “l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni”, evidenzia l’articolo 147 del codice civile. Doveri che sussistono per una madre e per un padre anche se il matrimonio della coppia giunge al capolinea. Il giudice, infatti, in fase di separazione, stabilisce […]

Un genitore ha “l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni”, evidenzia l’articolo 147 del codice civile. Doveri che sussistono per una madre e per un padre anche se il matrimonio della coppia giunge al capolinea. Il giudice, infatti, in fase di separazione, stabilisce a chi affidare i figli e il tempo che devono trascorrere con l’uno o l’altro, il mantenimento ai figli, l’assegnazione della casa coniugale ed eventualmente l’assegno al coniuge più debole, o si limita ad omologare l’accordo tra i coniugi se non è contrario alla legge e all’interesse dei minori. Ma cosa succede se nel frattempo il figlio cresce e vuole frequentare l’università, chi paga le tasse universitarie tra genitori separati?

Se un figlio vuole frequentare l’università 

La legge consente sempre ad un genitore di chiedere una revisione dell’assegno di mantenimento se cambiano le proprie capacità economiche in meglio o in peggio, se uno dei due crea una nuova famiglia e se cambiano le esigenze dei figli. 

Il diritto dei figli di proseguire gli studi in base alle proprie inclinazioni, capacità e aspirazioni è sancito dalla Costituzione e i genitori hanno il dovere di sostenerli ed occuparsi della loro istruzione e formazione. La legge, però, non indica un limite entro cui un genitore è obbligato ad occuparsene, per esempio se fino alla scuola dell’obbligo o anche dopo; infatti, più volte i giudici della Corte di Cassazione si sono pronunciati sull’argomento. Tra genitori separati chi le paga le tasse universitarie? Diversi protocolli stipulati dai Tribunali le hanno considerate spese straordinarie e che, pertanto, non rientrano nell’assegno di mantenimento.

Un caso specifico: se il padre è disoccupato 

Un padre, genitore di una ragazza di 19 anni avuta da una precedente relazione, provvede al mantenimento di sua figlia e alle spese straordinarie in base ad un accordo stabilito in Tribunale. Attualmente è disoccupato e con una nuova famiglia a carico, può rifiutarsi di pagare le tasse universitarie? Se l’accordo definito in Tribunale prevede per il pagamento delle spese straordinarie il consenso di entrambi i genitori, allora il padre potrebbe rifiutarsi di pagare le tasse sostenendo e dimostrando che le proprie condizioni economiche sono cambiate, a causa dell’attuale disoccupazione e non può affrontare tali spese. La madre in questo caso può sostenere da sola le spese per la figlia o rivolgersi ad un giudice, al quale potrà chiedere anche un rimborso delle spese sostenute. Il giudice, infatti, in assenza di un accordo tra i genitori decide se le spese sono state effettuate nell’interesse dei minori e se sono ragionevoli e congrue alle condizioni economiche di entrambi.

Diversamente, se in base alle inclinazioni e capacità della figlia, l’università era una conclusione prevedibile del percorso scolastico della ragazza, allora la mamma potrebbe chiedere un aumento dell’assegno di mantenimento. In questo caso, però, il padre ha diritto a chiedere al giudice una modifica dello stesso; è necessario, inoltre, sottolineare che alcuni protocolli dei Tribunali non prevedono per le tasse universitarie il consenso di entrambi i genitori.

Il genitore potrebbe non pagare le tasse universitarie dei figli se non dispone di un reddito sufficiente a sostenere tali spese, se il figlio ha un proprio reddito o non abbia accettato diverse offerte di lavoro anche se compatibili con il suo impegno universitario, se il figlio non ha scelto di proseguire gli studi in base ad “un utile inserimento nel mondo lavorativo conforme alle proprie aspirazioni professionali”.