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Violenza psicologica sugli uomini: come riconoscerla?

Quali comportamenti possono essere compresi nella violenza psicologica sugli uomini. Come riconoscerli e come chiedere aiuto.

La relazione che vivevi sta cominciando a vacillare. Qualcosa non va più come prima, cominci a percepire comportamenti insoliti ed esagerati. Se ti stai chiedendo cosa è giusto e quando si è superato il limite, ricordati che la violenza non è mai una forma di amore. 

Come riconoscere se si è vittima di violenza psicologica? 

È molto più facile accorgersi della violenza fisica perché lascia segni evidenti, ma spesso le donne e gli uomini sono vittime di un tipo di violenza più subdola, che non si percepisce. È sottesa a semplici gesti quotidiani e proprio per questo più difficile da individuare. Quali sono alcuni segnali della violenza psicologica?

  1. Denigrare continuamente il partner in pubblico e in privato è uno dei primi comportamenti con cui una persona esercita la propria violenza. Sottolineare sempre e solo i difetti e le mancanze serve a far sentire l’altro in una posizione di inferiorità; di conseguenza la vittima riconoscerà come superiore la partner.  
  2. Creare il vuoto intorno a se stessi. La persona violenta cerca, dopo averti convinto di non essere abbastanza, di persuaderti che oltre questa relazione non hai nessuno su cui contare. Prova pian piano ad allontanarti dagli affetti e a costruire un rapporto sempre più escludente. Ti sembra di non aver bisogno di altro, ma i tuoi spazi pian piano si riducono. Cominci a sentirti in colpa ogni volta che desideri uscire con gli amici e a chiederti se forse non sei tu quello sbagliato.
  3. Sminuire l’apporto economico alla vita di famiglia, far sentire sempre inadeguato e insufficiente il proprio contributo o realizzare una situazione di completa dipendenza economica (per esempio non consentire in alcun modo l’accesso ai conti). 
  4. Costringere il partner ad avere rapporti contro la propria volontà, o in qualche modo svilirne la virilità con insulti o atteggiamenti poco rispettosi dell’altro.

Non chiudersi nel silenzio

Ogni comportamento che riduce la libertà dell’altro non è un gesto d’affetto. Spesso questi atteggiamenti non vengono riconosciuti come violenza finchè non diventano più gravi o non sfociano in altro. 

La violenza psicologica, seppur difficile da dimostrare, è punita dalle legge ogni volta che questi comportamenti, perpetrati nel tempo, diventano un modo per commettere altri reati (per esempio le persecuzioni nello stalking). Non sono pochi i casi, semplicemente se ne parla meno per vergogna, per paura di non essere creduti o perché si riescono a nascondere meglio le conseguenze. Un uomo che subisce violenza prova le stesse sensazioni di una donna: paura, disagio, umiliazione, dolore, senso di colpa.

Se pensi di trovarti in una situazione analoga, raccogli tutto il coraggio di cui sei capace e non aver timore di chiedere aiuto. Non rimanere soli è uno dei primi passi importanti da compiere per uscire da questa situazione. Le vittime tendono a non parlare con nessuno e a riconciliarsi con il proprio partner tutte le volte che chiede perdono, senza riuscire mai a uscire dalla spirale di violenza in cui sono entrate.

Nessuno può giudicare la tua storia. Le sensazioni e le emozioni che provi puoi conoscerle fino in fondo solo tu, ma se c’è qualcosa che ti sembra strano parla con qualcuno. Spesso le vittime di violenza non sono soltanto coloro che la subiscono, ma anche chi è costretto ad assistervi: i figli. Nessun atto di amore si declina in un atto di aggressione.